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E’ innegabile che nell’immaginario di tutti,  Rolex sia senza dubbio sinonimo di lusso, prestigio e status symbol. Scopriamo insieme le origini di Rolex.

Perché un vero collezionista o esperto del settore, però, non considera un segnatempo Rolex come il miglior orologio esistente? Se dal punto di vista dei materiali e meccanismo interno, Rolex non rappresenta nulla di speciale o diverso dai suoi competitor, perché resta il sogno di (quasi) ognuno di noi?

Il segreto di Rolex è una sorta di aura magica che gravita attorno al brand, riassumibile in una strategia di marketing intelligente, sempre al passo coi tempi, grazie alla quale ha convinto tutti della sua grandezza e magnificenza.

    Sapevi che Rolex fu fondata a Londra da due tedeschi? Si spostò solo successivamente in Svizzera, a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale.

La storia

A differenza di quanto si possa pensare, Rolex nasce a Londra nel 1905 grazie al tedesco Hans Wilsdorf e dal fratellastro Alfred Davis. Il primo marchio con cui inizia la commercializzazione è “Wilsdorf & Davis” che poi, nel 1919, diventò Rolex Watch Company. All’interno della cassa, per un po’ di tempo, era visibile il  logo “W&D”. Si trattava di congegni di ottima fattura, con meccanismi importati dalla Svizzera e assemblati con componenti di alta gioielleria.

La mission iniziale dei due fondatori era di commercializzare orologi  “low-cost” però, a causa degli elevati dazi ed esose tasse, ciò non fu possibile. Rolex, quindi, si posizionò subito agli occhi dei consumatori con un prezzo più alto della media. Con lo scoppio della guerra Rolex spostò la sua sede in Svizzera, luogo sicuro dove la nazionalità del fondatore non avrebbe leso l’immagine del brand.

Nel corso degli anni, il nome del brand è mutato più volte,  attualmente la denominazione sociale è “Rolex SA”.

Le origini del termine “Rolex”

Su come sia nato il brand “Rolex” ci sono diverse teorie, ma nessuna di queste è certa. Secondo alcuni (versione mai confermata da Wilsdorf), la parola “Rolex” deriva dalla locuzione francese horlogerie exquise, che significa orologeria squisita. Altri invece affermano che il nome derivi dall’unione della parola Rolls-RoyceRolls-Royce Motors (ROL), le automobili di lusso amate da Alfred Davis, e Timex (EX), il grande produttore di orologi dell’epoca.

Fatto sta che Wilsdorf desiderava un nome facilmente pronunciabile in ogni lingua, che fosse immediato e facile da ricordare. Un particolare non meno importante è che il nome dovesse avere stile, senza occupare troppo spazio sul quadrante, per dare modo ai rivenditori inglesi (il target iniziale dei primi modelli commercializzati) di poter incidere il proprio nome sotto quello di Rolex.

I 4 modelli che hanno fatto la storia di Rolex

Il logo di Rolex è caratterizzato dalla tipica coroncina, presente all’interno del quadrante di ogni suo orologio, nonché in rilievo sulla corona di carica e sulla chiusura del bracciale (o cinturino).

I modelli che, oltre ad aver segnato il tempo, hanno segnato la storia di Rolex sono quattro:

Il Rolex Submariner, il diver ideato nel 1954 per le immersioni subacquee, testato per resistere fino a -45°. E’ l’orologio icona del brand ginevrino, ed è anche l’orologio più copiato e falsificato. Il Submariner deve la sua notorietà  James Bond, il famoso agente segreto, interpretato da Sean Connery. Grazie a questo riuscitissimo product placement, il Submariner diventa in pochissimo tempo un’icona di stile e lusso. La ref. 6538 è, infatti, ancora oggi uno degli orologi più ricercato da appassionati e collezionisti.

Il Rolex GMT-Master, uscito sul mercato nel 1954, è l’esempio concreto di come una partnership tra grandi aziende possa portare non solo risultati profittevoli, ma anche duraturi.

Il GMT-Master nasce dalla collaborazione tra Rolex e la compagnia aerea statunitense Pan-Am Airlines che voleva fornire ai suoi piloti un orologio che offrisse loro la possibilità di conoscere sia l’ora locale di arrivo che quella del luogo di partenza.

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Il Rolex Day-Date, nato nel 1956 deve il suo nome al fatto che è possibile consultare sia la data che il giorno della settimana. I modelli più famosi sono realizzati con oro e platino, che sono spesso al polso di figure di spicco del panorama economico e politico. Il Dalai Lama, il famoso monaco tibetano, nonostante vanti una collezione di orologi tra le più importanti al mondo, appare spesso in pubblico con un Day-Date Gold, che lo rende il suo simbolo distintivo.

Il Rolex Daytona, commercializzato per la prima volta nel 1961, diventò famoso in tutto il mondo per essere l’emblema e sponsor della 24 Ore di Daytona. Si tratta di una corsa per macchine sportive che si tiene in Florida presso il Daytona Beach. Oltre a essere l’orologio simbolo delle corse automobilistiche, si tratta del più costoso segnatempo della storia. Il Rolex Daytona che appartenne a Paul Newman, infatti, venne venduto ad un’asta di Phillips per € 15.000.000.

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Nel corso degli anni, Rolex ha sempre mantenuto vive le tradizioni e le visioni dei fondatori, portando avanti quell’animo familiare che la contraddistingue. Devi sapere che per Rolex il profitto viene dopo l’esperienza di acquisto e di utilizzo. Ed è per questo che la società  non è mai stata quotata in borsa, e mai lo sarà . L’azienda, infatti, non può correre il rischio di incappare in investitori che non condividano i principi cardine della maison.

Ora che conosci le origini del marchio Rolex, il tuo desiderio di possedere un segnatempo è aumentato?

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Diffondi il lusso!

    Il fascino del collezionismo di certo non si abbina con l’obsolescenza degli smartwatch.


Siete arrivati a questa pagina pensando che lancettedilusso.it – The Luxury Watch Magazine ti parlasse dello smartwatch marchiato Rolex? Ci dispiace deludervi. Attualmente di smartwatch coronato esiste solo un realistico concept chiamato Rolex Futura, il cui autore è Kevin Noki, un concept-designer tedesco di soli 22 anni.

Nel video, che puoi vedere su lancettedilusso.it YouTube Channel, l’autore immagina lo smartwatch interamente realizzato in acciaio lucido, con chiusura deployante e un quadrante che ricalca molto quello del Tag Heuer  Connected, come puoi vedere dalle icone che riprendono molto il sistema operativo Android Wear.

lancettedilusso.it – The Luxury Watch Magazine trae da questo concept due ottimi spunti di riflessione inerenti il binomio smartwatch & Alta Orologeria.

Il mercato ha bisogno che il famoso brand elvetico realizzi uno smartwatch?
Noi di lancettedilusso.it – The Luxury Watch Magazine, così come molti utenti della rete, pensiamo che è meglio se Rolex non entri in questo settore. Gli smartwatch sono prodotti tecnologici di consumo che, fatte rare eccezioni, mal si addicono ai brand di lusso. Non è sbagliato, inoltre, pensare che il marchio coronato possa trarre un effetto boomerang da tale prodotto, con la conseguenza di far perdere appeal al brand. E’ plausibile infatti, che una moltitudine di persone lo andrebbe, di fatto, ad uniformare a eventuali competitor, Apple e Samsung su tutti.

Obsolescenza
Non va dimenticato, inoltre, che uno smartwatch coronato risentirebbe sicuramente di quella che, tra gli addetti ai lavori, viene chiamata obsolescenza programmata. Prendiamo ad esempio il Connected, lo smartwatch di casa Tag Heuer i cui acquirenti, trascorsi due anni dall’acquisto, possono darlo in permuta in cambio di un orologio meccanico. Come avviene per Apple, per fare questa operazione è sufficiente che il cliente si rechi in uno dei concessionari Tag Heuer e, a fronte del pagamento della differenza di prezzo (€ 1.400 circa), riceverà un esemplare di Carrera con movimento meccanico automatico. Concludendo, pensiamo che non sia possibile coniugare l’obsolescenza degli smartwatch col fascino del collezionismo.

 

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Diffondi il lusso!

E’ a Jacques Cousteau, il famoso oceanografo, che dobbiamo lo sviluppo degli orologi diverOrologio da polso ideato e realizzato per essere usato durante le immersioni subacquee. così come li conosciamo oggi. Se non fosse stato per la “sfida” lanciata a Cousteau negli anni cinquanta, infatti, Blancpain non avrebbe mai prodotto un diver così bello e funzionale come il Fifty Fathoms.

    E’ grazie a Cousteau, e al suo team, se oggi abbiamo orologi così performanti.

Sempre grazie a Cousteau e al suo Calypso Team dobbiamo lo sviluppo degli Omega Seamaster e del Ploprof. Anche Rolex deve le migliorie apportate ai modelli Submariner e Sea-Dweller all’oceanografo d’oltralpe. Iconica fu anche la collaborazione di Jacques Cousteau con Doxa, da cui nacque il bellissimo Sub 300 per lui e il suo team.

La connessione tra Jacques Cousteau e le varie case orologiere dell’epoca si deve al fatto che all’epoca l’orologio era visto come uno strumento vero e proprio (tool watch). Uno strumento che in molti casi si dimostrò vitale per i sommozzatori del suo Team.

Purtroppo oggigiorno vediamo molti di questi orologi solo come meri investimenti, e, per noi di lancettedilusso.it – The Luxury Watch Magazine, la cosa è alquanto svilente.

Se ti capita di indossare uno di dei segnatempo citati, provaciao a fare un salto indietro e pensare a quanto il tuo orologio possa essere stato importante per un sommozzatore dell’epoca. Quante immersioni saranno servite a Jacques Cousteau per aiutare Rolex, Blancpain, Omega, etc. a realizzare gli orologi che indossiamo?

Grazie Jacques e al tuo Calypso Team.

 

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Diffondi il lusso!

Jaeger-LeCoultre, la maison elvetica produttrice di segnatempo unici ed evergreen come Reverso, ha presentato all’ultimo SIHH il Polaris Geographic World Time. Scopriamone insieme caratteristiche e punti di forza.

Questo modello di casa JLC ricorda, per chi lo conosce, il MemoVox Polaris uscito nel 1968. La sua cassa ha un diametro di 42mm, dimensioni ideali per polsi di ogni diametro e, grazie al suo peso contenuto, una volta indossato, vi sembrerà come di non averlo.
Per dovere di cronaca orologiera, devo dire che la sensazione di non sentirmi l’orologio al polso dipenda da fatto che solitamente indosso orologi braccialati .

Sin da quando l’ho visto in foto, è stato un colpo di fulmine, facendomene letteralmente innamore di questo orologio, vuoi perché realizzato da uno delle mie maison preferite, vuoi perché dotato di diverse combinazioni in poco spazio.

Detto fatto. Sono uscito di casa ed entrato nella boutique JLC in men che non si dica. Quando l’addetta vendite me lo ha porto, la mia attenzione è stata subito catturata dal quadrante blu, uno dei miei colori preferiti e al grené per lo sfondo dove sono appoggiati numeri e gli indici applicati, per poi spostarsi sulle complicazioni che caratterizzano questo esemplare, che sono:

  • L’opalino per il disco delle città,;
  • il contatore del datario a soleil posizionato alle 2;
  • il secondo fuso orario a ore 6;
  • la riserva di carica alle 10.

All’interno del pargolo pulsa un movimento meccanico automatico di manifattura, Calibro 936A/1 per la precisione, con 28.800 alternanze/ore.
Come in “ogni ore del mondo”, anche qui è presente l’indicatore giorno/notte, utile per distinguere in quale delle 12 l’ora della località si trovi in quel momento.

Un ulteriore ed utile dettaglio è il piccolo Sole che indica le ore diurne e la piccola luna crescente con numeri bianchi su sfondo nero che indica invece le ore notturne.

Un menzione speciale non può non andare al cinturino abbinato all’orologio, di colore nero, realizzato  in pregiate scaglie di alligatore, che in grado di adattarsi facilmente al proprio polso.

Se anche voi siete rimasti estasiati dall’ultimo nato in casa JLC, non perdete del tempo prezioso. Come era prevedibile, infatti, la maison ha deciso di produrre questo esemplare in tiratura limitata che, come si usa dire in orologese, ammonta a soli 250 pz/mondo, con un prezzo di listino di circa € 13.600.

E se non rientrate nei 250 acquirenti mondiali? Non vi rimane che gustatarvi il video sottostante, preso dal canale YouTube WatchBox.

 

 

 

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